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Fulvio Marchese


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Asset obbligazionari

2021-01-31 11:36

Fulvio Marchese

Asset obbligazionari

Etf obbligazionari mercati emergenti in stile IEMB invece?

Pubblicato il 13/04/2020 su facebook: vai al post per ulteriori commenti

L'ultimo post sulla "cedola (dell'obbligazione) che non fa la performance" ha attivato diverse domande. Ad una di queste ho risposto in modo più articolato del solito e ne faccio un post semplicemente copiandola.

Sottolineo che negli esempi, quando utilizzo prodotti passivi come gli ETF (fra l'altro scelti a caso, spesso solo per track record adeguati) lo faccio perchè proxi dei mercati che esemplifico e non perchè ne "promuovo" in qualche modo il loro acquisto.

Domanda:
Etf obbligazionari mercati emergenti in stile IEMB invece? 

Risposta:
Le principali asset class per costruire un "sano e robusto" portafoglio sono meno di 10 (il Bogle portfolio è composto di 3 ).
L'industria ne sforna oltre 250... (dopodichè l'industria non è in grado di fornire un prodotto professionalmente gestito che dimostri di utilizzarle al meglio - e proprio da qui partì il mio studio sulle EVIDENZE una decina di anni fa).

Ti ringrazio per la domanda la cui risposta meriterebbe un post, anzi un libro. Sinteticamente rispondo che, a mio modesto avviso, le altre 240 asset class non sono proprio "inutili" ma spesso sono superflue. Quello "spesso" va studiato in modo non banale facendo scaturire altri modelli sia strategici che tattici con cui integrare l'impianto "core" di un portafoglio, peraltro SENZA MAI SCOMMETTERE che una sotto-asset-class renderà più di un'altra sotto-asset-class nel breve periodo.

Per la risposta allego 2 grafici. Il Global Aggregate è una asset class "core", Em Mkt Bond è una sotto-asset-class che ha un rapporto rischio rendimento più alto nel lungo periodo ed esprime quindi volatilità diverse. Negli ultimi 4 anni, tre mesi e 10 giorni, i due prodotti dei grafici... 13,98% contro 18,86%. Detta così EMB meglio? Se però spieghi e fai vedere i 2 grafici... il 99% dei risparmiatori EMB non lo vogliono: troppo volatile.

p.s. Quando andrò in pensione definitiva dovrò trovare il modo per commercializzare i miei modelli basati su centinaia di back test: per intenderci nel caso sopraesposto occorre sostituire "dosi" di GA con dosi di EMB in back test profondi decenni per cercare di capirne le implicazioni di detenzione terminando comunque con un "largo circa" finale. Gli investitori giocano invece normalmente al piccolo chimico... salvo poi far saltare per aria l'intera aula sperimentale. 

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Pianificazione di un esperimento


La pianificazione di un esperimento si preoccupa di fissare le modalità affinché l'esperimento generi dati che permettano di arrivare a conclusioni attendibili. La pianificazione coinvolge diversi aspetti:
Innanzitutto è necessario aver chiaro l'obiettivo da perseguire. Tale obiettivo si raggiunge specificando l'ipotesi che si intende verificare.
In seconda fase è necessario individuare le conseguenze dell'ipotesi in ambito osservazionale. In questa fase si devono scegliere le variabili da misurare.
Il passo successivo è quello di stabilire le modalità con cui si raccolgono i dati: quante misurazioni effettuare, quanti soggetti (unità statistiche) coinvolgere nello studio (ad es. negli studi clinici), come assegnare i trattamenti ai soggetti (ad esempio casualizzando), quante dosi di un composto utilizzare, ecc.
Quest'ultimo passaggio coinvolge in modo diretto la statistica, in quanto le scelte da effettuare sono volte a contenere l'effetto della variabilità sperimentale e quindi a ridurre le probabilità di prendere decisioni errate. Nell'esempio sottostante vengono delineati i ragionamenti e le considerazioni che stanno alla base della scelta della numerosità del campione.

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