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Fulvio Marchese


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Con le ASSET ALLOCATION STRATEGICHE siamo in grado di costruire i migliori portafogli per il futuro?

2021-01-30 20:02

Fulvio Marchese

Con le ASSET ALLOCATION STRATEGICHE siamo in grado di costruire i migliori portafogli per il futuro?

Futuro a lungo termine ovviamente.

Pubblicato il 14/06/2019 su facebook: vai al post per ulteriori commenti

Con le ASSET ALLOCATION STRATEGICHE siamo in grado di costruire i migliori portafogli per il futuro? Futuro a lungo termine ovviamente.

Premesso che per chi desidera certezze ci sono i conti deposito (e mi risulta ce ne siano che capitalizzano il 3% annuo a 5 anni*)... una delle soluzioni che abbiamo come Professionisti è "lavorare di fino" sui back test cercando il giusto dosaggio degli ingredienti a disposizione (macro-asset class) fino ad ottenere i migliori risultati per ogni criterio di valutazione ex post.

*il 3% a 5 anni, per diventare “certezza”, andrebbe comunque ovviamente paragonato al rendimento negativo di una tripla A in euro come il Bund Tedesco. Esercizio funambolico...

In questa slide per cui ringrazio Carmine Covino di Tailor wallet: spunti di consulenza ‘su misura’ (che l'ha costruita seguendo i nostri ormai pluriennali studi) si può apprezzare cosa intendo affermare: meglio partire, come impianto di asset allocation, dal portafoglio 3 oppure dalle affermazioni situazionali tipo "questo fondo multi-asset ritengo abbia un ottimo gestore"?

"Ottimi criteri ex-post" credo sia, argomentato con criterio, coerenza e serietà, un ottimo punto di partenza. Anzi eccellente. Un pò come decidere quanto debba essere il giusto dosaggio tra chardonnay, pinot noir e pinot meunier in uno Champagne: alla fine è "buono" comunque... se arriva dal "terroir"!

p.s.: non chiedeteci il portafoglio! Il dosaggio, i "cépage", il "liqueur d'expedition" etc etc... fanno parte dei segreti dello Chef de Cave*! Bisogna comprare la bottiglia, per apprezzare lo Champagne!

*Chef de cave
Letteralmente capo delle cantine. Enologo di formazione, è l’abile guida che dirige tutte le più importanti operazioni in vigna e in cantina. Soprattutto è “l’artista” che crea abilmente le cuvée.

8,44% medio annuo composto con 6,76% di dev. standard, meno del 3% di drawdown nel peggiore anno negli ultimi 20, poco più del 50% di correlazione col mercato americano... mi sembra un eccellente punto di partenza per un portafoglio di un investitore europeo che debba affrontare i prossimi 20 anni. Che dite?

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