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TRADITI DALLE EMOZIONI

2021-01-28 11:01

Fulvio Marchese

TRADITI DALLE EMOZIONI

Tutto è già scritto, in fondo...

Pubblicato il 23/10/2017 su facebook: vai al post per ulteriori commenti

Tutto è già scritto, in fondo...

Sto approfondendo la conoscenza di Thaler, il recente premio Nobel per l'Economia, premiato per le sue ricerche sulla finanza comportamentale.
In particolare sto approfondendo le differenze tra le sue intuizioni e quelle di Kahnemann e Tversky, premiati anch'essi col Nobel 15 anni fa per motivazioni analoghe.
Ma non Vi annoio sui particolari... (anche se mi rendo conto essere aspetti sempre più importanti rispetto all'analisi tecnica e dei mercati per accrescere di molto l'IRR dei nostri investimenti nei decenni).

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Bighellonando su Google mi è capitato questo articolo (e questo magazine - Morningstar Investor - del 2011 che all'epoca sarà stato letto da poche decine di lettori) scritto da Valerio Baselli (che non conosco ma ringrazio) che ricopio fedelmente.

Praticamente un articolo che avrei potuto (anzi voluto) scrivere per Investors' dei giorni nostri (anzi, non avrei saputo scriverlo meglio, onestamente... 

Fabrizio Monge

). Sui Social Network attuali speriamo di raggiungere più lettori su questi temi!

________________________
"... pagina 12 di 48"

Il denaro, così come la salute o gli affetti, suscita forti emozioni, perchè dal benessere economico dipende gran parte della nostra vita.

Quindi, prima ancora di essere informati sull’andamento dei mercati, è bene essere pronti a gestire i sentimenti.

È in questo campo che opera la finanza comportamentale.

Per “finanza comportamentale” si intende lo studio dei comportamenti degli operatori sui mercati finanziari internazionali, valorizzando una prospettiva psicologica.

Analizzando l’evoluzione dei mercati si evince che il comportamento delle persone (professionisti e non) sia lontano dalla razionalità. Questo comportamento fa sì che i mercati finanziari siano tutt’altro che “efficienti”, come invece sostiene la teoria del Random Walk.

La finanza comportamentale, sviluppatasi negli anni ’70, portata avanti da diversi studiosi quali Daniel Kahneman, Amos Tversky e Richard Thaler, è un modo per superare la rigidità di questa teoria e per cercare di spiegare i fenomeni reali che si verificano sui mercati finanziari.

Sulla base degli studi della Behavioural Finance, la maggioranza degli operatori nel tempo tende a sovrastimare le proprie capacità, mettendo in pratica scelte irrazionali le quali sono influenzate dai movimenti di breve termine dei prezzi.
Analizzando ad esempio i flussi di cassa dei fondi comuni italiani, si nota la tendenza dei risparmiatori a sbagliare il “timing” negli investimenti: i capitali entrano nei fondi azionari dopo che questi hanno registrato performance significative poi confluiscono verso i fondi obbligazionari dopo che i mercati azionari sono andati particolarmente male.

I risparmiatori si fanno guidare dai rendimenti passati per prendere le decisioni sui loro investimenti, sono convinti che se il mercato è cresciuto, continuerà a crescere.

I mass-media giocano un ruolo fondamentale. Infatti, diversi studiosi hanno identificato nell’incertezza e nell’insicurezza le molle che spingono l’investitore a cercare notizie sulle prospettive dei mercati finanziari da altri soggetti, come giornali e televisione, non potendo però verificarne esattezza e affidabilità.

Per gli investitori è quindi più importante cosa viene detto di chi lo dice.

Facendo un’analisi storica delle principali bolle finanziarie è evidente che un comportamento unidirezionale della massa d’investitori ha portato a forti rialzi e successivi forti ribassi. Le conseguenze di questo comportamento a livello di performance sono enormi. Prendiamo ad esempio i fondi azionari Usa. Dal 1984 al 2002 l’indice S&P 500 è cresciuto del 793%, il 12,2% su base annua, mentre il rendimento dell’investitore in fondi medio è stato solo del 62,2% ossia il 2,6% su base annua.

Se ne deduce che il rendimento dipende molto più dal comportamento dell’investitore che dall’andamento dei fondi o dei mercati (dati “sentimentcharts”).

Non possiamo cancellare le nostre emozioni. Ma ragionare in un’ottica di lungo periodo può essere un modo per attenuarle.

Un altro aiuto può arrivare dalla scelta di un buon consulente o promotore finanziario.
http://docplayer.it/635423-La-tua-guida-alle-decisioni-di-investimento-settembre-

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