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Fulvio Marchese


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Il dollaro

2021-01-27 19:31

Fulvio Marchese

Il dollaro

Scommettere porzioni ingenti di portafoglio sulle valute espone a rischi che molti non comprendono.

Pubblicato il 29/07/2017 su facebook: vai al post per ulteriori commenti

Scommettere porzioni ingenti di portafoglio sulle valute espone a rischi che molti non comprendono.

In Italia, in Europa, i portafogli si rendicontano in EURO. Quindi un apprezzamento dell'euro è facile comprendere diventi una componente negativa di performance per le porzioni di portafogli espressi in valuta.
Porto come esempio un conoscente che ha ereditato, lo scorso anno, un ingente patrimonio in dollari.

Interpellato, il mio consiglio fu di ricomporre il suo portafoglio complessivo, aggiungendo la parte ereditata in dollari, RIEQUILIBRANDO anche la parte valutaria al rischio del suo portafoglio personale precedente.

Non potevo evidentemente sapere cosa sarebbe successo al dollaro, il cui cambio, all'epoca, si aggirava intorno a 1,05/1,06 ed il main stream di Gestori e Giornalisti, ricordo, indicava la parità praticamente certa.

"E' sempre ora di cominciare a fare le cose giuste" fu la semplice regola che cercai di spiegare all'amico. Ma l'ingordigia (del guadagno apparentemente facile) ebbe il sopravvento. Anziché regole di gestione coerenti il conoscente preferì SCOMMETTERE seguendo ciò che gli sembrava più logico al momento. E mantenne, ed ancor oggi mantiene, tutto quanto ereditato in dollari.

Ecco: ciò che sembra più logico al momento SPESSO non è la cosa giusta per un corretto processo di investimento. Oggi, con un meno 10% abbondante della quotazione del dollaro rispetto ad allora (che in cifra assoluta nel caso specifico fa quasi 200.000 euro di potenziale perdita) il conoscente non parla proprio più con me dei suoi investimenti.

Il paradossale è che, facilmente, continuerà a mantenere quella porzione di patrimonio in dollari sino a quando il cambio non tornerà a 1,06. Così almeno mi inducono a pensare i vari effetti della finanza comportamentale. Alcuni bias che si possono riferire al caso: rimpianto (regret), dissonanza cognitiva, errore di attribuzione (attribution bias), contabilità mentale (mental accounting), Il “senno di poi” (hindsight bias), L’effetto dotazione (endowment effect)...

Spero quindi (per Lui) che il dollaro si riprenda presto. Purtroppo nessuno sa quando e se tornerà a 1,06: però, in generale, continua a "non essere mai troppo tardi per cominciare a fare le cose giuste".

https://paroledieconomia.wordpress.com/.../finanza.../ 

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