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Fulvio Marchese


​Life-strategy Investment Planning

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Non riesco a vedere il futuro e nemmeno tu. Chiunque affermi qualcosa di diverso ha qualcosa da “vendere”.

2021-03-14 20:15

Fulvio Marchese

Non riesco a vedere il futuro e nemmeno tu. Chiunque affermi qualcosa di diverso ha qualcosa da “vendere”. (cit. OddStats)

Per questo mi sono concentrato sui cosiddetti portafogli life-strategy

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Data di pubblicazione: 16 aprile 2020

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La consulenza finanziaria, in Italia e non solo è, purtroppo, mi duole osservare spesso e generalmente, intesa da chi la esercita, come vendita di Prodotti Finanziari, al limite vendita tout court, al fine di raccogliere ricchezza finanziaria, vulgo masse, per trarne un beneficio economico da commissioni da prodotti o parcelle contrattualizzate. Non voglio entrare, e non entro, nel dibattito che riguarda questa affermazione e/o dell’eventuale costo distributivo dei prodotti finanziari legato a tale visione.

 

Anche il Risparmiatore/Investitore ci mette del suo relativamente a questa visione “distorta” della consulenza finanziaria: ritiene normalmente di acquistare, dal consulente finanziario di rete, autonomo, di banca o dall’intermediario, rendimento finanziario, e per questo pagare commissioni o parcelle. In effetti aderendo ad una Pianificazione Finanziaria “acquista” rischio finanziario senza conoscerne, è la mia esperienza statistica, nella maggior parte dei casi le implicazioni.

 

Che il Risparmiatore/Investitore sia alla ricerca di un rendimento soddisfacente è un’ovvietà. Il punto vero è il come spiegargli come questo rendimento soddisfacente si formi nel tempo e, soprattutto chi lo crei.

 

La mia convinzione, basata sulle evidenze e oltre 46 anni di esperienza, ma soprattutto seguendo i dettami di Jack Bogle e altri, è che le performances, per portafogli correttamente diversificati anche per rischio gestorio (il rischio che un gestore attivo non batta il benchmark) siano create soprattutto dal mercato. E’ certamente più facile spiegare (far credere) ad un Risparmiatore/Investitore che le performances le crei l’uomo: magari il bravo gestore o il bravo consulente finanziario stesso sapendo leggere in qualche modo in anticipo il mercato stesso, ritenuto oggettivo, amorfo, inanimato.

Ritengo questo paradigma non sia, complessivamente, vero e chiedo costantemente di dimostrarmi il contrario con statistiche resilienti di lungo periodo.

 

La Consulenza Finanziaria ritengo sia un Servizio che serve per pianificare risparmi in formazione, o patrimoni formati, nell’esclusivo interesse del Risparmiatore/Investitore, aiutandolo ad investire in condizioni di incertezza con l’obiettivo di mantenere, nel lungo periodo, il Patrimonio al riparo dall’erosione inflattiva e da eventuali comportamenti finanziariamente non corretti.

 

La Consulenza Finanziaria è quindi, soprattutto, consulenza ai comportamenti oltre che definizione di coerente pianificazione, strategica e tattica, di mix di asset finanziari diversificati e decorrelati basati sul profilo di rischio e tolleranza alle oscillazioni dell’investitore. “Nel suo esclusivo interesse”, poi, significa anche tenere sotto controllo i costi complessivi (se sono i mercati a creare le performances i costi per l’eventuale creazione di alpha - excess return, sovraperformance, rispetto al mercato - devono essere, cioè, attentamente valutati e controllati ove il caso).

 

Per questo mi sono concentrato sui cosiddetti portafogli life-strategy e costruisco asset allocation che definisco robuste perchè basate su statistiche e back-test che dimostrano, con un interessante rapporto rischio di oscillazione/rendimento ottenuto, risultati reali (quindi al netto dell’inflazione patita nel periodo) sempre positivi almeno a 10 anni, e quindi ancor di più a 15, 20, 30 anni quantomeno negli ultimi 50 anni, in qualsiasi anno un investitore abbia cominciato l’investimento nell’asset allocation pre-definita.

Voglio qui portarne un esempio, costruito con My Portfolio di https://portfoliocharts.com/portfolio/my-portfolio/ per incitare tutti i colleghi, soprattutto quelli più giovani, ad intraprendere questa strada dimostrativa nell’ambito delle trattative con i loro Clienti Investitori.

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Portafoglio 50% obbligazionario, 35% azionario, 15% real asset

 

Il tool consente, partendo dalla nazionalità italiana dell’investitore, quindi dall’inflazione nazionale dei periodi considerati, di trarre statistiche di rendimento reale in euro, di volatilità, di drawdown, recovery period etc etc... In questo caso ho aggiunto il 10% di BTP decennali nella parte obbligazionaria pesata, per il resto, al 15% di lungo termine, 10% medio termine, 15% breve termine. L’azionario è 25% globale, 5% USA, 5% Emerging Market. Come real assets il 10% di Oro e il 5% di Reits. Nelle altre pagine del sito si trovano gli etf a cui fare riferimento per replicare gli assets.

 

Quello che mi interessa in una eventuale proposta di pianificazione finanziaria è dimostrare all’Investitore che, negli ultimi 50 anni, per periodi rolling di 10 anni, per qualsiasi finestra temporale si sia utilizzata (quindi in prospettiva anche per il nostro futuro) mantenendo la strategia di asset allocation buy&hold ribilanciata annualmente (il ribilanciamento annuale è base fissa dei calcoli) l’investitore abbia potuto sempre ottenere risultati reali positivi.

 

Questo dovrebbe, secondo me, essere la parte finale del lavoro di proposta di pianificazione da parte di un Consulente Finanziario. Non implica cercare di indovinare l’andamento futuro dei mercati o dei prodotti, non implica nessuna vendita di rendimento atteso.

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Risultati medi annui composti reali (al netto dell'inflazione italiana)

 

Il portafoglio caricato ha reso, medio annuo composto dal 1970, il 5,5% reale. Significa un CAGR di oltre l’8%.

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Massimo drawdown e massimo recovery period dal 1970

 

Il portafoglio esaminato ha dovuto sopportare un drawdown massimo, dal 1970 ad oggi, del 18% ed un recovery period di 8 anni.

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Risultati rolling a 5 anni

 

Facendo valutazioni rolling per periodi di 5 anni vi sarebbero ben 5 quinquenni in cui non si sarebbe ottenuta la copertura inflattiva del portafoglio. Per questo l’orizzonte temporale minimo di investimento dovrebbe essere almeno di 10 anni. Nella slide successiva la dimostrazione.

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Risultati reali rolling a 10 anni

 

Rolling a 10 anni il periodo più “sfortunato” in cui iniziare l’investimento in questa asset allocation è stato proprio il 1970. Nei 10 anni successivi, iniziando appunto nel 1970, si sarebbe ottenuto con questa asset allocation ribilanciata annualmente solo l’1% reale medio annuo composto. Recuperando comunque l’intero capitale reale.

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Risultati reali rolling a 15 anni

 

Rolling a 15 anni il periodo peggiore è risultato quello iniziato nel 1973 con un rendimento reale medio annuo composto del +2,80%. Il migliore periodo quello iniziato nel 1981 con un eccellente +7,85%, sempre al netto dell’inflazione.

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Risultati reali Rolling a 20 anni

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Risultati reali rolling a 25 anni

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Risultati reali rolling a 30 anni


Concludo con i risultati rolling a 30 anni che si attestano tra il +4,5% di chi iniziò a detenere il portafoglio nel 1973 ed il +6% medio annuo composto di chi, più fortunato, iniziò nel 1981.

 

Concludere una presentazione come questa affermando che i risultati life-strategy dei prossimi 30 anni di chi si affidasse ad un portafoglio costruito con una asset allocation del genere non si discosterebbero enormemente dal range di quelli dell’ultima slide è il massimo che può essere consentito, nel 2020, come “vendita” ad un Consulente Finanziario!

 

A parer mio il primo Investimento Comportamentale lo deve fare il Professionista nel mettersi a completa disposizione di un incarico fiduciario! Ovviamente facendosi pagare in modo congruo il lavoro impostato ed il processo successivo e tenendo sempre sotto controllo il TER complessivo.

 

https://www.facebook.com/notes/fulvio-marchese-consulente-finanziario

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